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La partita della vita

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Siamo dunque giunti al traguardo : di fronte a noi la agognata finale di Champions League, sogno e coronamento di una vita calcistica per tutti quelli che calcano i campi da gioco fin da bambini, e la promessa di gloria e memoria futura come vera icona dello sport.
E’ l’anno del ritorno della Juventus, che mancava all’appello da quella triste e sfortunata sera di Manchester in cui impattò ai calci di rigore contro il primo Milan di Carletto Ancelotti, lo stesso allenatore che è stato affrontato e superato in semifinale alla guida dei blancos di Madrid.
Per i più giovani sarà la prima finale vista nella propria vita, ma soprattutto comunque andrà a finire ciò che verrà scritto all’Olympiastadium di Berlino rimarrà negli annali.

Tiki taka contro “catenaccio”, possesso palla contro organizzazione, tecnica contro cuore e tanto altro ancora : questo e molto di più contraddistingue la filosofia bianconera da quella blaugrana, due mondi opposti e vincenti che si scontreranno in una battaglia lunga (almeno) 90 minuti.
La favorita alla vigilia è chiaramente il Barcellona, ma la squadra juventina pare essere quella più affamata di vittorie e stimoli, basti pensare ai senatori : gente come Buffon, Pirlo, Barzagli sanno bene che difficilmente avranno altre opportunità di afferrare la coppa dalle grandi orecchie e quindi la gara di sabato sarà un rischiatutto senza possibilità di replica.
Lo stesso entusiasmo dei tifosi appare molto maggiore sulla sponda bianconera, con quelli catalani più abituati a ritrovarsi in certe sfide europee e quindi con un atteggiamento più tranquillo e spavaldo se cosi si può dire.

La tensione comunque è alle stelle per tutti quelli che hanno seguito il grande cammino della Vecchia Signora in Europa quest’anno e la voglia di trasformare una stagione da buona ad ottima c’è e si vede in ogni aspetto, quindi come approcciarsi in modo positivo alla finale?
Prima di tutto avere fiducia nella squadra e nel tecnico che la guida : l’organizzazione e il gioco juventino appaiono il deterrente ideale contro lo strapotere tecnico ed offensivo del Barcellona; inoltre pensare positivo (senza montarsi la testa) aiuta perchè carica e dà più certezze in vista del big match.
Come ultima cosa, è fondamentale considerare questa finale non come un punto di arrivo ma di partenza, perchè questa stagione indipendentemente da tutto non dovrà essere figlia del caso o della fortuna ma un obiettivo costante da raggiungere in termini di risultati e credibilità in campo internazionale.

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